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Si tende ad identificarla con l'antica “Casmene” sub-colonia Siracusana. Subì la spedizione punitiva del console Marcello nel 212 a. C. L'insediamento bizantino avvenne nel 330 d.C. e il casale di Comicio si concentrava attorno alle due Chiese di S. Biagio e S. Nicola. In questo periodo fu munita di forti e torri di difesa.
L'invasione degli arabi avvenne nell'827 che fu benefica e proficua, mentre la Comiso medievale si arricchisce di vie urbane e Chiese. Nel 1393 fa parte della contea di Modica assegnata ai Cabrera fino al 1453 anno in cui a causa di una crisi economica questi la vendono a Periconio II Naselli.

Monumenti
Duomo di S. Maria delle stelle: eretta nel sec. XIV su di un terreno dove si trovano i resti di un tempio preesistente dedicato a S. Maria del mulino, per la vicinanza di un antico mulino e risalente al sec. XII. Nel cinquecento viene installato il primo orologio del tempo sulla parte esterna del transetto e sostituito nel 1881 con uno più moderno.
L'interno della Basilica divisa in tre navate presenta varie opere d'arte come quadri, sculture sacre e monumenti funebri; arricchiscono 15 altari dedicati a Madonna e Santi. Nei vari secoli operarono nel Duomo vari artisti che produssero: il soffitto ligneo affrescato da Antonino Alberti nel sec. XVII detto il barbalonga; l'opera si compone di cinque scene dell'antico testamento: “il giudizio di Salomone - Giuditta ed Oloferne – Davide danzante davanti all'arca – la regina Ester sotto le mura – Rebecca al pozzo di Giacobbe“.
Il fregio in stucchi del cornicione interno il quale sormonta gli archi acuti sostenuti da dodici colonne e decorato con rappresentazione di Angeli che giocano, fogliame, frutta e paesaggi attribuiti a Giacomo Serpotta. L'altare maggiore è in marmi policromi e lapislazzuli del sec. XVII.
La statua in alabastro della Madonna del Carmelo del settecento è posta sull'altare omonimo attribuita alla scuola del Gagini, mentre quella in legno di Maria SS. Addolorata fu acquistata a Napoli nel 1774; arricchiscono la Chiesa altre due statue lignee raffiguranti S. Giuseppe e S. Francesco da Paola.
Presso la cappella del SS. Sacramento in marmi policromi con rilievi e finte strutture architettoniche realizzate dal palermitano Giosuè Durante nel 1812, ospita il monumento funerario in marmi policromi del principe Baldassarre V Naselli realizzato nel 1753 (anno della morte del principe) dal palermitano Ignazio Marabitti. Un altro monumento sepolcrale di stile neoclassico della famiglia Ferreri di Passanitello è realizzato dallo scultore palermitano Valerio Villareale ottocentesco.
Il fonte battesimale in marmo bianco di Carrara fu realizzato nel 1798 da anonimo scultore Comisano, mentre la tela “la natività di Maria“ risalente al 1698 è attribuita a Carlo Maratta ed è posta sull'altare maggiore.
Basilica di Maria SS. Annunziata: di origine bizantina ma l'esistenza viene attestata nel 1125; si presenta a tre navate con volta a botte e sorretta da dieci grandi archi a tutto sesto poggianti su svelte colonne cilindriche, pianta a croce latina sulla cui crociera si erge la maestosa cupola.
Custodisce le seguenti opere: Tela di Narcisus Guidonius del 1605 raffigurante l'Assunzione di Maria. Statua lignea di S. Nicola. Crocifisso ligneo di frà Umile da Petralia del sec. XVIII. Battistero in marmo bianco e bronzo risalente al 1912 opera di Mario Rutelli. Due tele che ornano l'abside centrale raffigurante la Natività e la Resurrezione opera di Salvatore Fiume.
Chiesa di S. Francesco all'Immacolata: risale al 1549 e comprende la Chiesa, il convento e il chiostro in stile gotico-catalano; a navata unica presenta un prospetto a capanna con portale dalla forma semplicissima: stretto da due colonne affusolate. Nella parte alta si apre un grande oculo di stile francescano.
Il perimetro murario è costituito da semplici conci squadrati e sormontato da una cornice aggettante che lo percorre lungo il lato settentrionale. Al suo interno si conservano le seguenti opere: Mausoleo marmoreo di Gaspare Naselli detto il conte rosso un'opera di Antonio Gagini, composto da un sarcofago sul cui coperchio è posta la statua del defunto immerso in un sonno sereno e sormontato da una formella raffigurante la Madonna col Bambino.
Il sarcofago di Pietro Periconetto Naselli in pietra locale; un portale rinascimentale in pietra locale che funge da nicchia per la statua di S. Rocco del sec. XVI; una tela di un allievo del perugino del sec. XVI raffigurante i Santi Placido, Flavia e Donato; una tela del cinquecento con la Madonna Immacolata che veglia sulla città di Comiso; una tela raffigurante la Crocifissione con Maria e S. Giovanni.
Un dipinto di S. Francesco e un Santo eremita di scuola siciliana del sec. XVII; una tela raffigurante S. Antonio attribuita a Mariano Rossi; una tela con la stimmatizzazione di S. Francesco attribuita a Vincenzo da Pavia sec. XVI; cantoria in legno del seicento divisa in nove scomparti raffiguranti canestri di fiori e frutta; l'adiacente convento a pianta quadrata con chiostro centrale è dotato di portico quattrocentesco.
Chiesa di S. Biagio: nel 1500 iniziarono i lavori di una nuova Chiesa sulle rovine di una preesistente Chiesa del III sec. incorporata nelle originarie strutture di una Chiesa romanica. Essa è a navata unica e preceduta da un'imponente scalinata, edificata in pietra locale con elegante e raffinato portale d'ingresso del settecento. Arricchisce un prezioso campanile decorato con cotti smaltati e da una statua collocata all'esterno raffigurante il Santo e risalente al 1736.
Al suo interno si ammira: due tele di Pietro Novelli S. Teresa transverberata e la Gloria di Gesù e Maria; una Madonna con putto e S. Francesco del 1714; sulla volta sono raffigurate scene della vita di S. Biagio ad opera di Gaetano Di Stefano di Chiaramonte e del comusano Giuseppe La Leta.
Ex Chiesa del Gesù: o S. Filippo Neri eretta per volontà del servo di Dio Pietro Palazzo nel 1616, fu sconsacrata nel 1866 a causa della soppressione degli ordini religiosi. L'edificio conserva un pregevole soffitto ligneo attribuito a Olivio Sozzi con una serie di dipinti raffiguranti scene della vita di S. Filippo Neri.
Chiesa di S. Maria della Grazia: del 1614 a navata unica, addossato al tempio è presente una cappella mortuaria, nella quale si conservano le spoglie imbalsamate di frati e borghesi; tra questi in buono stato di conservazione la salma di Gabriele Distabile (detto “u Caviraruni“). Al suo interno si conservano opere di notevole interesse artistico tra cui il raffinato altare ligneo con intarsi.
Pagoda della pace: è una delle pochissime pagode realizzate in Europa e inaugarata il 24 maggio 1998; alta 16 metri con un diametro di 15 aspetto classico dello stupa indiano con la sua forma a cupola rotonda sormontata da un pinnacolo, Interamente rivestita in pietra locale di colore bianco.
Castello: dei Naselli d'Aragona del 1330 ma la sua struttura attuale risale al 1497; esso appartenne a vari signori di Comiso dai Berlinghieri ai Chiaramonte, ai Cabrera fino ai Naselli che lo acquistarono nel 1453.
La parte più antica del castello è il battistero dedicato a S. Gregorio Magno con resti di affreschi bizantini e risalenti attorno al mille. Presenta un torrione quadrangolare e la parte nord è caratterizzata da un'elegante Trifora Serliana del 1728; nella loggetta le pareti sono affrescate con paesaggi e voli di uccelli.
Palazzo comunale: sorge dove un tempo si trovavano il monastero e la Chiesa di S. Giuseppe, risale al 1872 e presenta una facciata neoclassica scandita da finestre con timpani curvilinei e triangolari; al suo interno un'imponente scala in marmo di Carrara.
Ex mercato ittico: risale al 1867 e fino al novecento vi si vendeva il pesce e la carne; caratterizzato da eleganti loggiati esterni ed interni e abbellito da una fontana. Oggi ospita il museo civico di storia naturale e la sede della fondazione “G. Bufalino“.
Palazzo Occhipinti: del 1700 in stile tardo-barocco.
Palazzo Trigona di Canicarao: del 1700 su di un nucleo originario del 1400, domina l'ampia vallata e la campagna circostante; il blocco dell'edificio è a blocco con torre centrale merlata.

Siti archeologici
Terme romane di Diana: vere e proprie terme portate alla luce nel 1989, originarie epoca romana II sec. d. C. e utilizzate fino al periodo bizantino; dotato di un pavimento a mosaico con tessere di bianco calcare compatto e tessere nere di basalto raffigurante Nettuno attorniato da due gruppi di Nereidi cavalcanti dei tritoni.
Cava Porcaro: comprende alcune grotte ipogeiche con tombe preistoriche.
Aree naturale: Riserva naturale orientata Pino d'Aleppo di circa 3000 ettari. La flora è specie arborea e macchia mediterranea; corbezzolo, timo, rosmarino, quercia, ginepro, ginestra e orchidea selvatica con 32 entità differenti. Per la fauna si segnala la donnola, volpe, coniglio, lepre, istrice. Uccelli e rettili.
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