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Velletri

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Insediamento di remota origine latina Etrusca e più probabilmente volsca, fu conquistata da Roma sotto il regno di Anco Marzio e chiamata: Velitrae divenendo luogo di villeggiatura di nobili romani. Alla caduta dell'impero romano, la città fu devastata dai visigoti e dai goti; conquistata dai bizantini divenne libero comune. Nel XVI sec. Entrò a far parte dei territori della Santa Sede e nel XIX sec., fu teatro di uno scontro tra Garibaldini e borbonici ; nel 1870 con la presa di Roma, entrava a far parte del Regno d'Italia.

Monumenti
Cattedrale S. Clemente: eretta nel IV sec., su di un edificio romano, rifatta nel 1200 e nel 1300, ricostruita nel XVII sec., oltre al portale rinascimentale, l'interno con abside a tre navate, sostenute da pilastri in muratura; il soffitto a cassettoni lignei, nel presbiterio rialzato è posto l'altare maggiore, coperto da un ciborio sorretto da quattro colonne di granito orientale, con capitelli in bronzo dorato, sormontato da un baldacchino con il reliquiario cosmatesco del XIV sec., a forma di tempietto rettangolare, cuspidato ai lati con colonnine a spirale; un fonte battesimale ricavato da un sarcofago romano, sulla sinistra dell'abside, la trecentesca Madonna delle Grazie e il candelabro pasquale. Cripta: divisa in cinque navatelle da colonne frammentizie, si trovano affreschi che vanno dal XIII al XV sec.
Chiesa S. Maria del Trivio: in stile barocco, attestata a partire dal 1444 e nel 1494 venne eretta una nuova sagrestia. Ricostruita nel XVII sec., da Carlo Maderno con facciata ottocentesca.
Torre del Trivio: campanile trecentesco della Chiesa attigua in struttura gotica, alta 50 metri e larga cinque per cinque, inaugurata il 15 aprile 1353; eretta su pianta quadrata in pietra basaltica e cotto, ornato da fasce in maiolica e aperto in alto da monofore e bifore; originariamente unita alla Chiesa tramite una galleria sopraelevata, ne è stata divisa dopo i lavori del XVII sec. L'attuale aspetto è dovuto ai lavori seguiti agli ultimi avvenimenti bellici e alla distruzione di Velletri del 1944.
Chiesa S. Martino: menzionata la prima volta al tempo di papa Alessandro II nel 1065; il 10 maggio 1491 venne commissionata ad Antoniazzo Romano un'immagine con la Madonna e il bambino, da porre nella Chiesa. Dal 1569 con la nascita della confraternita della carità, la chiamarono: Madonna della Carità.
Oratorio S. Maria del sangue: l'origine è dovuto, secondo la tradizione, ad un fatto miracoloso avvenuto il 6 giugno 1516 quando un'immagine della Madonna lacrimò sangue; il tempietto è di forma ottagonale con pilastri e cornici di peperino con otto finestre tonde. Il restauro del 1954 ne modificò il tetto facendolo iniziare sopra le finestre circolari.
Palazzo vecchio: o palazzo dei conservatori, eretto nel 1822 come sede della delegazione di Velletri; dal 1870 è sede degli uffici giudiziari e del palazzo di Giustizia.
Palazzo Ginnetti: del XVII sec., era famoso per la loggia arcata del cortile interno e per il vasto parco, ma dopo lo stazionamento delle truppe napoleoniche, Carlo III di Borbone e i bombardamenti Anglo – Americani del 1944, nonché la demolizione per far posto a due palazzi moderni, oggi resta soltanto il parco adibito a giardino pubblico con il nome: Villa Ginnetti.
Porta Napoletana: del 1511, impressiona la sua mole e la sua vetustà. Nel 1596 la congregazione del Buon Governo, fece scrivere su di una parete: “ si paga gabella”, non essendo mai stata smantellata è giunta ai giorni nostri. Attualmente ospita la sede locale dell'A.I.S. (Associazione Italiana Sommelier)
Porta Romana: ricostruita in forme monumentali nel 1573 su progetto di Jacopo Barozzi da Vignola (meglio noto come: “il Vignola”) assieme al bastione vicino; in seguito ai lavori di ampliamento della via Appia la porta venne distrutta e fu realizzato un posto di dogana, oggi è l'attuale piazza Giuseppe Garibaldi.
Altre Chiese, Palazzi, Monumenti, Fontane arricchiscono la cittadina.
Museo civico archeologico: Oreste Nardini, accoglie tra altro: il famoso sarcofago di Velletri o sarcofago delle fatiche di Ercole. Il museo si divide in due itinerari:
Itinerario archeologico: racchiude il sarcofago del II sec.; la lastra dell'orante IV sec.; terrecotte volsche e altro;
Itinerario Geo-paleontologia: e preistoria che è suddiviso in cinque sezioni:
Geologia: comprende eruzioni vulcaniche;
Paleontologia: espone reperti fossili;
Antropologia: lo sviluppo dei primi uomini;
Preistoria: prima della scoperta del fuoco;
Protostoria: l'uomo prima della scrittura.
Museo diocesano: ospitato nel chiostro della Cattedrale e raccoglie opere uniche come: “ la Crux Veliterna” un reliquiario XI sec., contenente un frammento della Santa Croce, in oro filigranato e smalti; opere di Gentile da Fabriano, Bicci di Lorenzo, Antoniazzo Romano e altri artisti.

Aree Naturali
Parco Regionale dei Castelli Romani: di interesse naturalistico e artistico, comprende 15 comuni tra cui Nemi che vi ricade con tutto il suo territorio; esteso per 15.000 ettari si va dal trekking alle passeggiate in bicicletta, a cavallo, con itinerari di geologia, floristici, gastronomici; la fauna: il tasso, la martora, il falco pellegrino, la salamandrina terdigitata, istrice, lupo.
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