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Arzachena

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Nel periodo Romano era nota come: 'Turibulum' per la grande roccia a forma di fungo che sovrasta la città. Nel 1421, nella carta d'infeudazione di Alfonso IV d'Aragona, la troviamo con il nome di: 'Arsaghene'. Ha avuto il suo sviluppo dal 1716 per volontà del re di Sardegna Carlo Emanuele III.

Monumenti
Ad Arzachena, sono presenti quattro Chiese del 1700, due intitolate a S. Maria della neve; una a S. Lucia e una a S. Pietro. La più antica, intitolata a S. Maria della neve (S. Maria Maggiore) sorge nel cuore del centro storico. La sua architettura è quella classica delle Chiese della gallura, presentando il timpano ad arco ribassato con campate definite da archi a tutto sesto e il campanile a canna quadrata sito sul lato destro. Nel presbiterio vi è custodito un suggestivo altare ligneo ed un intaglio che raffigura la Vergine con il bambino.
L'altra Chiesa omonima nel nome risale al 1993 essa è realizzata in cemento armato e rivestita con blocchi di granito a vista.
Chiesa di S. Lucia sorge inerpicata su di un colle che sovrasta la cittadina offrendo uno stupendo panorama; è a tre navate tipo basilicale presentando un tipo di architettura diffusa nelle Chiese rurali della gallura.
Chiesa di S. Pietro venne abbattuta e ricostruita nel 1934 e già nel settecento era una piccola Chiesa campestre ed è stata riaperta al culto dopo un restauro accurato. Al suo interno custodisce una statua policroma di S. Pietro seduto in cattedra la quale risale al sec. XVIII.
Nel territorio di Arzachena sono presenti altre Chiese campestri ed esse sono caratterizzate da un'architettura spartana e dignitosa povertà negli arredi; si presentano a pianta rettangolare con archi a tutto sesto i quali sono sostenuti da contrafforti. Come la tradizione locale vuole, queste Chiese portano il nome del Santo titolare ma il cognome del proprietario del terreno su cui sorge.

Siti Archeologici
A pochi km. Dal paese, sorgono monumenti del periodo prenuragico e nuragico come:
Tomba dei giganti Coddu Vecchju che è il più grande nel suo genere raggiungendo con la sua stele granitica centellinata un'altezza di poco superiore ai quattro metri. La camera funeraria risale al bronzo antico 1800 – 1600 a. C. mentre l'esedra risale al bronzo medio che va dal 1600 al 1300 a. C. Al suo interno furono rinvenute collane, vasi, ciotole, tegami e decorazioni varie custodite presso il museo di Sassari.
Necropoli Li Muri (8 km.); S. Pantaleo (9 km.); Monte Moro (16 km.).
Nei pressi di Cannigione, sorge un'area naturale in cui trovano il loro habitat uccelli palustri come: la garzetta - l'Airone cenerino - Germani reali – Folaghe – Gallinelle d'acqua – ed il rarissimo pollo sultano, riconoscibile per il piumaggio blu porpora; il becco e le lunghe zampe rosse; saltuariamente anche i fenicotteri rosa.
Una curiosità di Arzachena è il famoso: 'fungo' – roccia plasmata dai venti all'ingresso dell'abitato.

Baia Sardinia
E' un centro balneare di recente sviluppo compreso nel comune di Arzachena.
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