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Savona

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Le sue origini risalgono al sec. IV a. C. In epoca romana fu alleata con forze Cartaginesi godendo di una notevole importanza commerciale per la sua posizione territoriale. Divenne un centro navale e militare nel periodo bizantino, mentre nel periodo medievale si intensificarono i rapporti commerciali con i paesi del Mediterraneo. Fu libero comune nel 1191 entrando in conflitto con Genova; le lotte si susseguirono con alterne vicende fino al 1528, anno in cui Genova decretò la fine economica e politica della città con l'interramento delle strutture portuali e l'inevitabile decadimento dell'abitato.

Monumenti
Palazzo della Rovere: del 1495 fatto costruire dal Cardinale Giuliano della Rovere – futuro papa Giulio II – dall'architetto Giuliano da Sangallo. Nel 1673 il palazzo venne adibito a convento delle Clarisse e nel 1871 venne deturpato da botteghe poste al piano terra. Oggi il vestibolo d'ingresso si presenta con volta a botte, uno stemma posto in chiave di volta e un'interessante scala a chiocciola che dovrebbe indicare l'appartamento privato di Giuliano della Rovere.
Palazzo Gavotti: del 1550 ed è sede della pinacoteca civica con percorso espositivo su due livelli con opere di: Giovanni Mazone – Donato dè Bardi – Vincenzo Foppa – Gioacchino Assereto – Giovanni Andre De Ferrari – Orazio De Ferrari – Giovanni Battista Carlone – Domenico Piola – Stefano Robatto – Bartolomeo Guidobono – Agostino Ratti. Una sala è dedicata ai dipinti riguardanti la Liguria e il Savonese, tra gli autori si ricorda: Michele Cascella. Vi è anche una collezione della fondazione della Cassa di Risparmio di Savona, la quale comprende sculture di: Farfa – Emilio Scanavino – Pierto Dorazio – Agenore Fabbri e Asger Jorn.
Villa Cambiaso: è un palazzo storico del sec. XV iscritto nei beni monumentali Italiani; nel palazzo fu ospite Napoleone Bonaparte mentre papa Pio VII vi fu imprigionato tra il 1809 e il 1812. La villa è affrescata e decorata da Domenico Buscaglia, dotata di mobili e infissi di legno intagliato, vetrate policromo; custodisce un arazzo ad opera di Lazzaro De Maestri e nella cappella privata conserva una tela di Giovanni Battista Carlone raffigurante l'Assunzione della Vergine.
Palazzo delle Piane: in stile Liberty noto anche come Palazzo delle palle per le sei grandi sfere di rame poste sul tetto e sostenute da una struttura a forma di braciere.
Palazzo Imperiale: le cui testimonianze storiche risalgono al seco XIV; si presenta con struttura cubica e sviluppata su tre piani, è affiancata da torrione e ingentilita con decorazione architettonica. Gli interni del piano nobile sono affrescati da Ottavio Semino del sec. XVI. Un interessante ciclo pittorico dedicato a Dante, Colombo, Sisto IV, Giulio II, Raffaello, Pompei ed Egitto tra il 1880 e il 1927 da Raffaello Resio che per diversi anni visse nel palazzo.
Chiesa di S. Andrea: nel 1714 i gesuiti demolirono la Chiesa del sec- XII e costruirono quella attuale a navata unica con volta e abside decorati con ciclo di affreschi raffiguranti scene di S. Ignazio di Loyola; l'altare maggiore risale al sec. XVIII con una statua marmorea di S. Andrea. Al suo interno custodisce opere di artisti come: Paolo Gerolamo Brusco – Angelo Benedetto Rossi - Agostino Ratti – Defendente Ferrari, arredi lignei del sec. XVIII, un'icona bizantina e statua della Madonna ad opera di Antonio Brilla.
Duomo di S. Maria Assunta: risale al 1589 e si presenta con facciata neo-barocca con portale esterno del 1776 e campanile del 1929; sul muro interno spicca l'affresco di Gesù che scaccia i mercanti dal tempio ad opera dell'artista “Coghetti“ autore anche degli affreschi nella volta, del presbiterio e della cupola. L'interno a tre navate con le volte della navata centrale e del transetto a botte, mentre le laterali sono a crociere. Appena dopo l'ingresso troviamo un Crocifisso marmoreo del quattrocento e un fonte battesimale scavato in un capitello bizantino del VI sec.
Custodisce opere di artisti come: Paolo Gerolamo Brusco – Giovanni Baglione – Giovanni Lanfranco; nella navata laterale di destra vi è la porta del chiostro sormontata da una tribuna di legno dorata dalla quale papa Pio VII seguiva le funzioni religiose nel periodo della sua prigionia a Savona (1809 – 1812) che gli venne imposto da Napoleone e nelle quarta cappella vi è il monumento al vescovo “Righetti“ eseguito da Renata Cuneo.
L'altare posto nel transetto risale al seicento e nel presbiterio vi è una pala d'altare del cinquecento. L'altare maggiore è opera del Grassi e risale al 1765; di particolare interesse è il coro ligneo intarsiato del 1500, mentre il pulpito risale al cinquecento. Ancora custodisce opere di Bernardo Castello – Giovanni Battista Paggi. Nel transetto vi è l'altare barocco risalente al 1663 e l'urna con lo scheletro del beato vescovo di Savona Ottaviano il quale diresse dal 1117 al 1128 e predisse anche l'apparizione della Vergine. Conserva inoltre le reliquie di S. Valentino martire.
Cappella Sistina: consacrata nel 1481 in stile rococò sito di fronte al palazzo della Rovere; fu voluta dal papa Sisto IV come mausoleo per ospitare le tombe dei suoi genitori entrambi di Savona. La facciata è in stile gotico e da sul chiostro del convento di S. Francesco, reca un rosone e affreschi con la tecnica del “trompe l'oeil“ con finte architetture.
L'interno a navata unica con volta a vela ed abside coperta da una cupola che presenta esternamente un tamburo; in contro-facciata si trova l'organo a canne del 1764 ad opera di Filippo e figlio Felice Piccaluga, esso è racchiuso in una cassa lignea riccamente decorata e chiusa da portelle dipinte.
Oratorio di S. Maria di Castello: risale al 1544 in stile rococò a navata unica con volta a botte e presbiterio rialzato; sull'altare campeggia un polittico di Vincenzo Foppa e Ludovico Brea del 1490, mentre le due loggette sono decorate ad opera di Agostino Ratti. Custodisce tre casse processionali con la prima: la pietà del 1833 di Stefano Murialdo, poi la deposizione dalla Croce del 1793 di Filippo Martinengo e infine il Cristo morto sulla Croce di scuola romana del cinquecento.
Nella contro-facciata vi è una tela di Paolo Gerolamo Brusco raffigurante la Madonna della Misericordia e l'organo a canne risalente al 1863. Le pareti sono adorne di tele del sec. XVIII – XIX inoltre custodisce un inginocchiatoio finemente intagliato del seicento, alcuni reliquiari tra cui quello della Santa Croce in argento e a tratti dorato ad opera degli orafi “Giusti“ di Savona e risalente al 1722; sei mazze pastorali del Priore e vice-priore, di cui la terza coppia ad opera di Stefano Brilla.
Santuario di Nostra Signora della Misericordia: venne eretto a seguito dell'apparizione al beato Antonio Botta nel 1536; presso il Santuario hanno pregato Pio VII nel 1815 il quale in tale occasione incoronò l'effige di Nostra Signora della Misericordia; papa Benedetto XVI il quale ha insignito il Santuario della “rosa d'oro“. Sul piazzale antistante la Chiesa vi è collocata una fontana ad opera di Giacomo Antonio Ponsonelli del 1708.
La facciata è opera di Taddeo Carlone in stile barocco e in tre nicchie vi sono collocate le statue di S. Giovanni Battista; S. Giovanni Apostolo ed Evangelista e della Beata Vergine. Tra le opere custodite al suo interno vi è un altare di Gian Lorenzo Bernini e una grande tela del Domenichino. Nella cripta vi è la statua della Madonna che venne incoronata da papa Pio VII. Il Santuario espone un museo del tesoro con ex voto di varie epoche, paramenti e oggetti sacri tra cui un reliquiario della Croce in argento dorato ad opera di Vincenzo Belli orafo del settecento.
Gli affreschi che adornano la volta della navata centrale sono opera di Bernardo Castello databili XVII sec. Dell'artista Onorato Toso è il pulpito del 1915; l'altare maggiore è opera di Francesco Schiaffino; la navata sinistra è dotata di quattro altari con opere di Bernardo Castello – Paolo Burnengo – Gian Lorenzo Bernini – Andrea Semino.
Quattro altari sono anche nella navata destra con opere di Paolo Gerolamo Brusco; il sepolcro del contadino Antonio Botta al quale apparve la Vergine il 18 marzo e 11 aprile del 1536; pala d'altare di Orazio Borgianni; Domenico Zampieri noto come “Domenichino” è la pala raffigurante la presentazione di Maria al tempio. La cripta è composta da tre archi a tutto sesto, stucchi decorati in oro adornano la volta; il coro risale al 1644.
Chiesa di S. Dalmazzo: l'edificio risale antecedente al mille e viene citato per la prima volta nel 1180; venne ampliato dall'ordine francescano nel 1578 con l'aggiunta del convento e chiostro. Si presenta a tre navate con cappelle laterali è riccamente decorata e affrescata da diversi artisti come: Lazzaro De Maestri – Barnaba da Modena – Brilla – Filippo Martinengo e altri.
Oratorio del Cristo risorto: risale al 1606 e si presenta a navata unica con volta a botte e altari laterali; il maestoso altare maggiore è opera di Filippo Parodi del sec. XVII. Gli affreschi siti sull'altare sono opera di Gio Stefano Robatto, mentre gli effetti illusionistici sulla volta centrale sono opera di Giovanni Battista Natali del 1735; le due medaglie sono opera di Sebastiano Galeotti e da ammirare sono i quadri degli altari laterali con le tre casse processionale portate a spalla, nonché l'Annunciazione di Anton Maria Maragliano; la deposizione di Antonio Brilla; la statua del cinquecento sull'altare maggiore del Cristo risorto e gli stalli scolpiti del coro quattrocentesco.
Chiesa di S. Pietro: del 1677 in stile barocco a navata unica e altari laterali; gli stucchi sulla facciata risalgono al sec. XIX eseguiti da Stefano Brilla. La sua caratteristica è l'assenza della cupola per avere una vista senza intralcio dalla fortezza del Priamar. Il suo interno è riccamente affrescato e dorato ad opera del Brusco, del Buscaglia e del Delucchi; Custodisce tele ed opere di: Domenico Parodi; Agostino Ratti; Domenico Piola; Lazzaro De Maestri.
Ex Chiesa e convento di S. Giacomo: risale al 1472 ed è un insieme di edifici che oggi sono adibiti ad uso civile e sorgono sulla collina dominante la cittadina; esso fu voluto da papa Sisto IV con convento e due chiostri. La Chiesa si presenta a tre navate di cui le due laterali fungevano da cappelle private per le famiglie gentilizie, in una di esse si trova la tomba di Gabriello Chiabrera (poeta e drammaturgo Italiano del seicento).
La navata centrale presenta il soffitto con capriate in legno ed è divisa da un'abside tramite il pontile originale e decorato con affreschi ad opera di Ottavio Semino. Per le soppressioni napoleoniche alcune opere si trovano in Francia e Germania, mentre la biblioteca sopravvive con alcuni volumi posti nel seminario di Savona.
La cittadina è dotata di diversi Oratori, cappelle e Chiese erette in tempi moderni.
Ponte Filippo Maria Visconti: innalzato nel 1434 e nel 2000 è stato munito di una seconda arcata in materiale cementizio.
Ponte di S. Giacomo: fatto erigere da papa Sisto IV nel 1479 per rendere agevole il collegamento tra la città e il complesso conventuale S. Giacomo.
Torre la Pancalda: sito sulla riva del Letimbro e appartenne al nocchiere di Magellano: Leon Pancaldo.
Torre di Leon Pancaldo: chiamata torretta o con il suo antico nome: “Torre della Quarda“ del sec. XIV ed è il simbolo della città. Reca il noto: “in mare irato / in sùbita procella / invoco te / nostra benigna stella“.
Torre del Brandale: chiamata anche “campanassa“ per l'antica campana.
Fortezza del Priamar: (pietra sul mare) fu eretta dalla Repubblica di Genova nel 1542, ingloba la loggia del Castello di S. Maria o castello nuovo conservando pochi resti dell'antica Cattedrale cittadina. Nel 1830 vi fu tenuto prigioniero Giuseppe Mazzini e la sua cella è ancora visitabile.
Al di sotto della fortezza si apre il giardino pubblico il quale offre una suggestiva veduta panoramica sulla cittadina.
Forte della Madonna degli Angeli: del 1881 sita ad un'altezza di 232 metri s.l.m. Versa in stato di abbandono.
Chiesa della Madonna degli Angeli: poco distante dal forte, risale al sec. XVI eretta dal frate cappuccino Gio Ambrogio Pavese, è raggiungibile solo a piedi tramite una strada sterrata anch'essa in stato di abbandono.
Castello fortezza dello Sperone: risale al medioevo e oggi ne restano solo tratti di mura.
Museo: Sandro Pertini collocato nel palazzo della Loggia ed ospita le opere d'arte collezionate da Sandro Pertini e che volle donare alla sua città e comprende opere di: Giorgio Morandi – Mario Sironi – Aligi Sassu -Renato Guttuso – Joan Mirò - Ottone Rosai – Giorgio de Chirico - Emilio Vedova - Francesco Messina – Agenore Fabbri – Giulio Turcato e Luciano Minguzzi.
Museo storico archeologico sito nello stesso palazzo della loggia con mosaici, rilievi marmorei, vetri e ceramiche di età romana, nonché reperti di scavo risalenti all'età del bronzo e alto-medievale.
Museo di Renata Cuneo collocati nei locali del bastione seicentesco S. Bernardo al Priamar ed ospita le opere che la scultrice ha fatto dono alla sua città.
Mostra e museo delle Arti Nautiche “Leon Pancaldo“ sito nella piazza Cavallotti ed ospita circa 1000 parti di varia cultura marinaresca come modellini di navi, macchine a vapore funzionanti, antichi strumenti di navigazione, rilevamento meteo del 1800; il fiore all'occhiello è il “planetario“ storico funzionante uno dei quattro oggi esistenti in Italia.
Museo del tesoro del Santuario di Nostra Signora della Misericordia con sede nel palazzetto del duca Tursi adiacente al Santuario. Il complesso risale al 1536, custodisce preziosi paramenti in tessuto operati e ricamati tra cui la “pianeta“ del duca di Urbino del 1623; arredi liturgici, argenterie, reliquiari, calice ad opera dell'orafo Vincenzo Belli XVIII sec., la corona aurea di Pio VII e sculture lignee ed eburnee dei sec. XV e XVI.
Nella cittadina di Savona sono stati girati diversi film tra cui: “Fari nella nebbia“ - “Mark il poliziotto spara per primo” - “Charlotte” - “Ci sarà un giorno“ (il giovane Pertini) - “Vittoria di vinti“ - “John Howe: Thereand Back Again“ - “L'ombra della legnaia“ - “Oggetti smarriti“ - “La regola del piombo“ - “Il vizio“.
Tra le persone legate a Savona: “Sandro Pertini“ VII Presidente della Repubblica Italiana; “Fabio Fazio“ conduttore televisivo; “Elenoire Casalegno“ modella e conduttrice televisiva; “Enrica Bonaccorti“ conduttrice televisiva e attrice; “Annalisa Scarrone“ cantante; “Daniela Poggi“ attrice; “Milena Milani” scrittrice - “Luigi Einaudi“ primo Presidente della Repubblica Italiana - “Nando Gazzolo” attore ed altri.
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