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Isola di Ischia

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Sono state rinvenute tracce d'insediamento dell'età del bronzo (colle Castiglione) e dell'età del ferro (monte Vico); nell'VIII sec. a. C., vi si stanziò lo scalo calcidese che prese il nome di Pithecousa, terra delle scimmie. Fu occupata dai Siracusani nel 474 a. C., passò ai napoletani e nel 322 ai romani che la trasformarono in luogo di villeggiatura del patriziato.
Dopo le devastazioni dei barbari, nel 661 divenne contea sotto la protezione del ducato di Napoli; passò ai normanni nel 1130 e in seguito, fu oggetto di contesa tra gli Angioini e gli Araginesi. Alla fine del XV sec., l'isola divenne feudo dei d'Avalos fino al XVIII sec., nel 1729 entrò a far parte del demanio Regio e nel 1734 fu occupata dai Borbone.
Sorge di fronte a Capo Miseno separata da un braccio di mare; montuosa, coste frastagliate inframezzate da scarse calette. Il Monte Epomeo è il più alto (790 metri) e un diametro di 34 km., anch'essa è di origine vulcanica. Numerosi sono i crateri sull'isola, si ricorda l'ultima eruzione del 1301. Il vulcanismo ha arricchito l'isola di sorgenti termominerali e di fumarole che emanano i loro vapori in più parti del territorio.

Ischia
Chiesa di S. Maria di Porto Salvo: del XIX sec., è il primo monumento che si incontra appena sbarcato sull'isola, inaugurata nel 1856, a tre navate con altari laterali a croce latina; su ogni altare, campeggia un dipinto di grandi dimensioni; due tele, raffiguranti: la Madonna di Porto Salvo e S. Giuda Taddeo sono opera di Vincenzo De Angelis, mentre quella raffigurante: S. Francesco di Paola, è di Giambattista Santoro.
Chiesa di S. Maria Assunta: o Madonna della scala, tipicamente in stile barocco a tre navate e torre campanaria; al suo interno tele del XVIII sec., di Giacinto Diano, una pala d'altare, un crocifisso di scuola Catalana, una vasca battesimale e una tela raffigurante S. Giuseppe.
Castello Aragonese: da attribuire a Girone I tiranno di Siracusa 474 a. C., nei secoli successivi la frequenza dei saccheggi, favorirono la formazione di un consistente insediamento urbano all'interno delle mura. La sua attuale fisionomia, compresa la costruzione del ponte (1447) si deve ad Alfonso V d'Aragona, ricalcando quasi il Maschio Angioino di Napoli.
Al suo interno una cattedrale del XIII sec. Dedicata a S. Maria dell'Assunta, dove nel 1509, si celebrarono le nozze della poetessa: Vittoria Colonna e l'intellettuale: Ferdinando Francesco d'Avalos; oggi, non c'è più e lo spazio è adibito a manifestazioni culturali e musicali.
Il castello Aragonese ospita numerose mostre di artisti di fama internazionale come: De Chirico; Picasso; D'Alè.
Chiesa dell'Immacolata: del 1737, la cupola domina il castello, oggi la Chiesa è utilizzata per sala espositiva per mostre di pittura e scultura.
Acquedotto dei pilastri: iniziato nel 1580 fu completato nel 1685 in linea con le costruzioni degli acquedotti romani;
Chiesa dello Spirito Santo: del 1636 eretta su di una cappella dedicata a S. Sofia, a navata unica con sei cappelle laterali, precede l'ingresso una scalinata; la facciata presenta un solo elemento decorativo: la finestra tribolata; la torre campanaria ha una forma piramidale; al suo interno: un affresco del XVI sec. Raffigurante il castello, un baldacchino d'argento del XVIII sec., un fonte battesimale del XIX sec. E sette tele raffigurante i misteri;
Chiesa Madonna delle Grazie: e convento S. Antonio, il convento Francescano, è il più antico dell'intera Campania risale al 1225, l'aspetto barocco è dovuto agli interventi del 1740;
Museo: del mare, ospitato dal palazzo dell'orologio, custodisce una serie di fotografie, cartoline, attrezzature nautiche, utensili da pesca, modelli di navi, ex voti di marinai e urne; l'edificio è stato rifatto nel 1759;
Torre di Guevara: del XV sec., realizzata per abitazione e difesa della costa, le aperture lungo la torre sono incorniciate da elementi decorativi in pietra vulcanica, secondo i canoni del rinascimento Italiano;

Barano d'Ischia
Nel territorio di Barano, troviamo ancora l'antico acquedotto del 1470, una torre saracena che serviva per avvistamento, i mulini a vento e interessanti sono alcuni portoni messi all'ingresso delle tenute di notabili del passato; le cantine scavate interamente nel tufo per conservare il vino, caratteristica del luogo: le case a “carusiello” e l'affascinante pineta di Faiaiano da dove si ammira l'incantevole scenario del golfo di Napoli.
Nella parte occidentale, si trovano fumarole e sorgenti termali; dalla spiaggia si raggiungono le grotte e le fumarole del Vallone di Cavascura e le sorgenti termali per la cura delle disfunzioni epatiche e renali.
Chiesa di S. Giorgio: del XVI sec., ampliata più volte e nel XIX sec., fu aggiunta una navata inglobando la congrega di Costantinopoli, ampliata nel 1773 e nel 1854, fu costruita ex novo la navata sinistra; il battistero in marmo è del 1792:
Chiesa di S. Rocco: del 1640, a tre navate con decorazioni a stucco di gusto neoclassico, al suo interno tele di Alfonso di Spigna e una statua a mezzo busto di S. Sebastiano del XVIII sec.; il campanile è del 1704;
Chiesa del Crocifisso: è una Chiesa campestre del 1731, al suo interno un crocifisso ligneo spagnolo alto circa tre metri, posto sull'altare maggiore; la Chiesa fu rifatta nel 1883 è meta di pellegrinaggio;
Chiesa di S. Maria la Porta: del XVIII sec., a tre navate, al suo interno: una tela del 1700 di scuola pittorica dello spagnolo Murillo, una pisside donata dal re Ferdinando II e conserva le tombe dei vescovi dell'ottocento;

Casamicciola Terme
Le copiose sorgenti ipertermali bicarbonato-alcalino-salso-radioattivo del Gurgitello (68 *C) e della Rita (72 *C) alimentano gli stabilimenti dove si curano disturbi: artroreumatici, respiratori, ginecologici, del ricambio e dell'obesità con bagni, fanghi, bagni di vapore, inalazioni e irrigazioni
Basilica del Sacro Cuore di Gesù: e di S. Maria Maddalena penitente, eretta in data imprecisata, distrutta dal terremoto del 1883, ricostruita nel 1896 a tre navate e cappelle laterali; sull'altare maggiore marmi in policromi e altari delle cappelle laterali, una fonte battesimale del XVIII sec. In marmo, numerose statue e la tomba del venerabile: Giuseppe Morgera parroco della Chiesa di Casamicciola;
Confraternita S. Maria della Pietà: del 1897, al suo interno il seicentesco quadro: la deposizione del Signore dalla Croce di Andrea Vaccaro;
Chiesa di S. Antonio al Mortito: intitolata a S. Antonio da Padova, in origine poteva accogliere una cinquantina di persone, è del 1692; distrutta dal terremoto del 1883, ampliata e ristrutturata nel 1937;
Osservatorio geofisico: fu istituito nel 1883 dopo il terremoto, il primo Osservatorio nato per monitorare, in tutta Italia, l'andamento geofisico; per l'epoca era una struttura ad alta tecnologia, la vasca sismica, che tutt'ora si trova nell'Osservatorio, riuscì a registrare il terremoto che colpì S. Francisco nel 1906;

Forio
di Forio è nota la viticoltura e i prodigi delle fumarole;
Baia di sorgeto: è un parco termale all'aperto e gratuito, l'insenatura è composta da vasche in pietra dove si riversa l'acqua termale che sgorga dal sottosuolo a una temperatura di 90*C., queste vasce si mescola con le correnti fredde del mare generando, a seconda delle maree, una temperatura di 35*C, essendo la baia protetta da insidiosi venti, ci si può immergere di giorno, di notte e anche d'inverno. Unica precauzione da osservare: è che le rocce, per raggiungere le vasche, sono incandescenti e non percorribili a piedi nudi;
Baia Scannella: è semplicemente: un angolo di paradiso, unico rumore è causato dalle onde sugli scogli, accompagnato dal canto dei gabbiani; un solo inconveniente: i 290 scalini per raggiungerla e altrettanti per lasciarla o, altrimenti con una barca, inoltre è possibile ammirare: “le grotte di Mavone” databili dai 28.000 ai 18.000 anni fa, esito naturale delle attività vulcaniche e la pietra della nave, è un imponente scoglio poco distante dalla Baia, che la leggenda narra: sarebbe la Galea con cui i Feuci accompagnarono Ulisse a Itaca e Poseidone (Dio del mare), furioso la pietrificò;
Baia della Pelara: con i sentieri di percorsi naturalistici in pieno contatto con la natura;
Madonna di Zaro: luogo sito in un bosco con una cappella dove si riuniscono fedeli per la recita del S. Rosario intorno alla cappella, che fu luogo di apparizioni mariane;
Chiesa di S. Vito: del XIV sec., sul portale d'ingresso il pannello in ceramica raffigurante S. Vito; con due torri campanarie: una per le campane, un'altra per l'orologio; in stile barocco e il bellissimo sagrato in pietra lavica, è interamente cinto da un cancello in ferro battuto;
Chiesa di S. Carlo al Cierco: o Santuario della Madonna della Libera, del 1576; le opere al suo interno sono di Cesare Calise del 1600; Cierchio: è un dedalo di viuzze suggestive e affascinanti;
Chiesa S. Maria di Loreto: trecentesca trasformata in periodo barocco, affiancata da due campanili con coperture in maioliche;
Chiesa di S. Maria del Soccorso: che domina l'abitato da cui si gode una vista eccezionale e indimenticabile; al suo interno, conserva ex voti di naviganti;
Torrione: una delle 12 torri erette a difesa, è cilindrica, è la più importante e antica; da anni è adibita a museo cittadino;

Lacco Ameno
E' un frequentatissimo centro balneare e termale di fama internazionale, ricca di sorgenti ipertermali a 55/72*C, un anfiteatro naturale che affaccia sul mare.
Torre del municipio: ex convento dei Carmelitani del seicento;
Chiesa di S. Restituta: la Chiesa antica sorse su di una cisterna romana intorno al IV sec., vi furono deposte le spoglie della Martire. Sulla Basilica nell'XI sec., vi fu costruita un'altra Chiesa, rinnovata nel 1300 e ristrutturata nel 1700. Sulla facciata si legge:”Diviae Restitutae V. et M. Patronae Totius Aneriae Sacrum”.
Secondo la tradizione, nel 304 Proclinio, dopo averla martirizzata, la pose in una barca impreciata per farla bruciare in mezzo al mare. Il fuoco però, si appiccò alla barca dei carnefici, mentre la barca con la salma della V. Restituta di Cartagine, giunse miracolosamente dalla lontana Africa approdando nella baia di San Montano. Un angelo, in sogno avvertì la matrona Lucina, dell'arrivo delle spoglie della Santa, prontamente accorsa, trovò la baia fiorita di gigli.
E' notevole la cripta che faceva parte della Basilica primitiva; questa, è preceduta da un museo con reperti preistorici e resti di prodotti ceramisti greci dei secoli VIII – II a. C., inoltre reperti romani, bizantini: urne cinerarie, corredi funerari, cippi, frammenti architettonici, monete;
Chiesa Madonna delle Grazie: la cui fondazione è ignota; al suo interno, una statua di Ercole leonino del I sec., a. C., trasformata in acquasantiera e un pulpito in legno scolpito, proveniente dalla ex Cattedrale del castello Aragonese di Ischia;
Il fungo: è il simbolo principale sito in mezzo al mare ai margini della scogliera; di tufo verde alto circa 10 metri, eruttato dalla bocca del monte Epomeo; raffreddandosi, il mare lo ha eroso a forma di fungo rendendolo famoso;
Villa Arbusto: domina l'abitato con un panorama unico, arricchita di un parco ed è adibita a sede di manifestazioni;

Sant'Angelo
Un borgo con le sue terme salso-bromo-iodiche (terme romantica, giardini Aphrodite, Apollon e altre), utilizzate per la cura delle artroreumopatie e delle malattie cutanee, mediante bagni fanghi, vaporizzazioni, sabbiature. E' compreso nel borgo di Serra Fontana con le sue caratteristiche case in pietra; la Chiesa di S. Ciro martire del XVII sec., ricostruita interamente con pietra di tufo verde; questa parte detta: del giglio, è nota per la produzione di vino che è possibile assaggiare in occasione di: “andar per cantine”, una manifestazione che si tiene in settembre facendo il giro degli antichi poderi rurali; a fianco della Chiesa, scorre la sorgente del giglio, una piccola venatura d'acqua che parte dal Monte Epomeo.
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