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Montagna

Manoppello

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L'attuale centro storico sorge sulle rovine di una antica citta' romana, come testimoniano i numerosi ritrovamenti fatti durante gli scavi archeologici, tra cui i piu' importanti sono rappresentati da una villa patrizia, ornata da mosaici ancora intatti, di recente restaurata e visitabile.

Monumenti
Basilica del Volto Santo: eretta nel 1600, conserva all'interno un drappo con impressa l'immagine di Gesu' che, secondo una leggenda, pare sia stato portato qui da un angelo; il velo, che ritrae l'immagine di un volto (un viso maschile con capello lunghi e la barba divisa a bande) ritenuto essere quello di Cristo e' esposto sull'altare maggiore del Santuario. Secondo Chiara Vigo il velo e' di bisso marino (una fibra tessile di origine animale, una sorta di seta naturale marina, ottenuta dai filamenti che secerne una specie di molluschi bivalvi marini chiamati pinna nobilis); mentre Gian Marco Rinaldi ritiene che tale affermazione non sia provata. L'immagine ritratta e' acheropita, cioe' non disegnata o dipinta da mano umana ed ha una caratteristica unica al mondo: e' visibile identicamente da ambedue le parti.

Escursioni
Chiesa di S. Maria Arabona (a 6 km): fu edificata nel XIII sec., in stile gotico-cistercense, su di un colle sopra la frazione di Manoppello, sul luogo in cui sorgeva un'ara dedicata alla dea Bona. Alta e maestosa, esternamente la chiesa presenta un'abside ornata da un grande rosone e monofore, mentre un'altra rosa decora il campanile. Il suggestivo ambiente custodisce un prezioso tabernacolo affiancato da un candelabro pasquale scolpito.
Serramonacesca (a 7 km): e' un paesino immerso nel verde, a poca distanza da quale sorge una delle piu' belle costruzioni benedettine abruzzesi, la Chiesa di S. Liberatore a Majella, edificata intorno al mille su un complesso abbaziale piu' antico; nella facciata si aprono tre portali, di cui interessante e notevole e' il centrale, delicatamente ornato e sovrastato da monofore; altre monofore, bifore e trifore movimentano il massiccio campanile; al suo interno sono visibili un pavimento in opus sectile, resti di affreschi duecenteschi nell'abside centrale ed altri, del XVI sec., staccati e trasferiti sulla navata destra.
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