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Colle di Val d Elsa

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Ritrovamenti archeologici risalgono al IV millennio a. C. ma i primi documenti lo riportano al sec. X. Il comune è il più importante centro Italiano della produzione di cristallo, inoltre è famoso per aver dato i natali ad Arnolfo di Cambio (scultore, architetto e urbanista Italiano - noto anche come Arnolfo di Lapo – Colle di Val d'Elsa 1232 o 1240 – Firenze 8 marzo 1302 o 1310).

Monumenti
Concattedrale dei Santi Alberto e Marziale: Le prime notizie portano la presenza di una cappella S. Salvatoris de Colle Veteri nel sec. XII. Il 21 novembre del 1940 venne dichiarata: “MONUMENTO NAZIONALE”. La facciata è neoclassica; l'interno a croce latina con tre navate divise in quattro campate da pilastri. L'area presbiteriale è sovrastata da un tamburo privo di cupola e sostenuto da quattro pennacchi. La navata centrale e i bracci del transetto presentano una volta a botte, mentre sulle navate laterali coperte da volte a crociera, si aprono otto cappelle a pianta rettangolare con volta a botte.
Custodisce tele di Giovan Paolo Melchiorri; opere di Vincenzo Dandini; dipinti di Deifebo Burbarini; Rutilio Manetti; Astolfo Petrazzi. Il fonte battesimale datato 1465 e la tela raffigurante la natività sono opera del Poppi datate 1567.
La cappella del sacro chiodo è chiusa da una cancellata in ferro battuto e custodisce il tabernacolo ad opera di Mino da Fiesole nel quale viene conservato uno dei chiodi serviti per la crocifissione di Cristo. Nel transetto si trova la tela che raffigura l'ultima cena ad opera di Ottavio Vannini del 1636 e nel battistero due tele del 1619 opera di Cosimo Gamberucci.
Nella altre cappelle vi sono tele di Filippo Tarchiani; Niccolò Tornili e Giovanni Rosi, nonché affreschi di Giuseppe Nicola Nasini del 1690. A metà navata centrale ammiriamo il pulpito in marmo con bassorilievi risalenti al sec. XIV e al 1465.
Santuario di S: Maria delle Grazie: in origine era un oratorio del sec. XV. La facciata è a capanna e al suo interno vi è un ciclo di affreschi di scuola fiorentina del sec. XVI: Una Madonna col bambino e S. Caterina d'Alessandria, i Santi Sebastiano e Rocco nonché una Madonna col bambino e S. Antonio Abate.
Tra le pitture degli altari: una Madonna col bambino ed i Santi Agostino e Monica; affreschi del colligiano Giovanni Maria Tolosani. Sull'altare maggiore campeggia l'affresco con la Madonna delle Grazie sec. XVII. Il chiostro è rinascimentale in cotto.
Chiesa di S. Maria in Canonica: essa è menzionata per la prima volta il 27 novembre 1183 in un documento di papa Lucio III. La facciata è a capanna ed è divisa in due: la parte inferiore più antica è realizzata con conci di arenaria; la parte superiore il paramento murario è bicromo, realizzato tra una fila di conci di travertino e tre file di mattoni inquadrato tra due lesene. Nel mezzo un rosone a ruota di carro i cui raggi sono di marmo e la ghiera è costituita da mattoni e travertino.
La torre che in origine era abitazione, nel sec. XIII è stata trasformata in campanile, realizzata in arenaria al piano terra e travertino spugnoso ai piani superiori. L'interno è coperto a capriate lignee; sull'altare maggiore la grande pala quattrocentesca con al centro la Madonna col bambino e i Santi Giovanni Battista, Lorenzo, Marco e Nicola opera di Pier Francesco Fiorentino.
Abbazia di S. Maria Assunta: la sua costruzione risale all'anno 1000. La facciata presenta un portale architravato con arco a tutto sesto con la ghiera decorata a rosette e cordone; l'interno è a croce latina e copertura a capriate. Al suo interno decorazioni a fogliame.
Chiesa di S. Pietro: Nel 1606 venne terminato il monastero e nel 1610 la Chiesa. La facciata presenta un portale in bugnato liscio e l'architrave reca la seguente iscrizione: “B. PETROAP.LORUM PRINC RDNO PETRUS USIMBARD. ARETII EPS D.” ed ai lati: Anno Domini mdcx”. Gli altari conservano le tele originali: la seicentesca Assunzione della Madonna di Pier Dandini; S. Nicola di Bari e la tela dedicata a S. Carlo.
Chiesa di S. Maria Assunta a Spugna: risale al sec. X dotata di campanile a vela, al suo interno conserva un dipinto raffigurante i Santi Biagio, Francesco, Pietro e Bartolomeo. Poco distante si trova il Santuario della Beata Vergine del Renaio.
Chiesa di S. Agostino: fu edificata nel 1305 presenta evidenti segni medievali con struttura a salienti. L'interno risale ai restauri del sec. XVI ad opera di Antonio da Sangallo il vecchio in stile rinascimentale e pianta a croce latina. Il piedi-croce è diviso in tre navate da archi a tutto sesto poggianti su colonne tuscaniche.
La navata centrale è coperta con volta a botte lunettata mentre le navate laterali sono composte da sette navate con volte a botte. All'interno custodisce la quattrocentesca Madonna con bambino di Taddeo di Bartolo, la deposizione e Santi di Ridolfo del Ghirlandaio; il martirio di S. Caterina d'Alessandria; una pietà e Santi del Cigoli.
Cripta della Misericordia: è sita al di sotto del Duomo e l'ingresso è esterno alla con-cattedrale. Entrando sulla parete sinistra è raffigurato uno scheletro e la scritta “STATUM EST OMNIBUS HOMNIBUS SEMEL MORI”ai suoi piedi vi sono corone regali, la tiara papale e un cappello cardinalizio a significare che sono compresi i re ed i rappresentanti del clero.
Alla parete destra lo scheletro e la scritta “MEMENTO HOMO QUIA PULVIS EST “ci testimonia la nullità della gloria terrena ai piedi sono raffigurati un elmo da battaglia, uno spartito musicale ed un sacco colmo di denaro calpestato dal piede della morte.
Le decorazioni del soffitto nelle sue tre campate rappresentano: l'inferno – il purgatorio – il paradiso e sono di incerta attribuzione, mentre le decorazioni architettoniche sono attribuite a Pietro Anderlini. La tela dell'altare maggiore è di Annibale Mazzuoli e presenta la Madonna con S. Rocco, S. Lucia, S. Giuseppe e S. Alberto.
Porta nuova: è una delle porte che dava accesso alla città, costruita in pietra e cotto, affiancata da due potenti bastioni e dotata di un fossato nella parte anteriore.
Casa torre di Arnolfo di Cambio: ha visto i natali del famoso e architetto nato nel 1245. La facciata è costruita in pietra fino all'altezza delle case adiacenti e la parte superiore è in cotto. Recentemente gli interni sono stati arricchiti dagli affreschi del maestro Gino Terreni (pittore e scultore Italiano Empoli 13 settembre 1925 – Empoli 28 novembre 2015) che ha voluto raffigurare scene della battaglia di Colle del 1269. Si narra che dalla torre la nobildonna Sapia Salvani assistesse alla disfatta delle forze della Repubblica di Siena contro Firenze come ricorda anche Dante nella Divina Commedia nel XIII canto del Purgatorio.
Palazzo Pretorio: risale al sec. XIV si presenta con facciata grezza e numerosi stemmi in ceramica e pietra. Nel corso dei secoli è stato adibito a diversi usi: uffici amministrativi; Pretura; carceri fino agli anni 20 del XX sec. Attualmente ospita il Museo Archeologico e l'Antiquarium etrusco. Durante gli ultimi scavi del 1996 sono stati rinvenuti i resti di una giovane donna che recava attaccato un orecchino d'oro di splendida fattura.
Museo del cristallo: illustra la storia della produzione del cristallo dalle origini (1300) alla moderna produzione di oggetti da design.
Il Baluardo: è uno dei punti caratteristici, si tratta di un bastione difensivo e si affaccia sulla città mostrando uno splendido panorama.
Le Caldane: sono bagni termali con sorgenti di acqua tiepida che hanno proprietà terapeutiche conosciute già dagli etruschi.
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