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Sinalunga

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Fu sotto il dominio senese e dopo numerose ribellioni fu ceduta a Gian Galeazzo Visconti XIV sec. passando a Firenze nel cinquecento.

Monumenti
Collegiata S. Martino: caratterizzata dalla facciata a capanna e rivestita di intonaco chiaro, con quattro lesene tuscaniche in mattoni rossi. Preceduto da una scalinata si apre il portale sormontato da un rosone circolare e coronata da un timpano triangolare al centro del quale si trova una finestra rettangolare; sul fianco della Chiesa si erge la torre campanaria con capolino ottagonale.
L'interno a croce latina, a navata unica e transetto coperti con volta a botte; la navata è illuminata dalla luce naturale di due finestre di contro facciata, affiancata da otto cappelle quattro per lato: all'interno di ognuna un altare. Alla sinistra del portale, dentro una nicchia si trova il fonte battesimale con coperto ligneo scolpito. La crociera è coperta da un tiburio ottagonale.
Il presbiterio è delimitato da una balaustra marmorea ed ospita l'altare maggiore in stucco, sormontato da un tabernacolo in marmi policromi. Alle spalle dell'altare vi sono gli stalli lignei del coro. Al suo interno custodisce opere: Madonna con Bambino tra i Santi Martino e Sebastiano opera di Benvenuto di Giovanni; Madonna con Bambino e Santi opera del Sodoma; Sposalizio della Madonna opera di Rutilio Manetti del 1612; S. Caterina da Siena presenta S. Antonio da Padova col Bambino alla Madonna opera di Francesco Nasini; Santi: Caterina da Siena, Domenico, Martino, Francesco, Lucia e Caterina d'Alessandria opera di Giuseppe Nicola Nasini 1697.
Chiesa S. Croce: presenta la facciata con intonaco movimentato da elementi ornamentali in laterizio, quattro lesene terminanti in un ampia cornice modanata incorniciano il portale e due nicchie, le lesene centrali si estendono nel registro superiore terminando in un timpano triangolare e racchiudono un'ampia finestra rettangolare. Sul tetto a capanna è collocato un campanile a vela anch'esso in cotto.
L'interno a navata unica è caratterizzato dalle pregevoli ornamentazioni in stucco e conserva sei statue di Santi: Gesù inchiodato alla Croce opera di Giovanni Antonio Cerretelli e un dipinto seicentesco sull'altare principale; Sposalizio della Vergine su tavola della bottega di Luca Signorelli.
Chiesa Madonna delle nevi: XVII sec., preceduta da un ampio sagrato delimitata da un'alta cancellata in stile neogotico. La facciata intonacata di celeste con elementi decorativi in mattoni rossi a vista, si conclude a capanna. Nella parte inferiore al centro, vi è il portale con fastoso timpano sorretto da due lesene tuscaniche, al centro del timpano triangolare con cui termina il prospetto in alto, vi è un finestrone rettangolare, mentre il coronamento è costituito da una statua lapidea della Madonna miracolosa.
Il campanile interamente in cotto a pianta triangolare; su ciascuna faccia si apre una monofora ad arco, il coronamento è costituito da un cupolino affiancato da tre piramidi. L'interno completamente tinteggiato di blu acciaio con elementi decorativi bianchi; a navata unica di tre campate con la centrale più ampia, coperte con volte a botte lunettate. Sulle pareti laterali della navata mediana, vi sono due altari gemelli in stucco con mensa a sbalzo, sorrette da mensole e ancona delimitata da due colonne corinzie che sorreggono un timpano spezzato e decorato con puttini.
L'altare a destra è dedicato a S. Antonio da Padova, quello a sinistra a S. Giuseppe; ciascun Santo è raffigurato da una statua anch'essa in stucco bianco, posta in apposita nicchia al centro dell'ancona. Nella terza campata due edicole in stucco gemelle, contenenti l'una un bassorilievo in terracotta raffigurante la Madonna col Bambino e Angeli, l'altra una stampa a colori con S. Filomena. L'abside a pianta quadrangolare coperta con capolino.
Il presbiterio è delimitato da una balaustra lignea, al centro l'altare maggiore con mensa sorretta da quattro candelabri in legno dorato e staccata dall'ancona, quest'ultima in stile barocco, è in stucco con decorazioni a finto marmo verde e ospita un'immagine della Madonna della neve policroma tra due Angeli. Sulla cantoria in contro facciata si trova l'organo a canne costruito nel 1830 da Michelangelo Paoli.
Convento S. Bernardino: Chiesa e convento risalgono al 1449 dove dimorò il Beato Pietro Fratangioli da Trequanda nel 1460 e fu lui a donare l'icona della Madonna del Rifugio. Restaurata in stile barocco nel XVIII sec. con la realizzazione di un ricco apparato decorativo in stucco; i restauri del XIX – XX sec. portarono in stile rinascimentale la cappella Orlandini e la torre campanaria.
La facciata in pietra è preceduta da un portico a tre arcate a tutto sesto, poggianti su pilastri in mattoni a pianta ottagonale con capitelli ionici in pietra serena. Nella parte superiore un oculo strombato, vetrata policroma raffigurante il Santo dedicatario della Chiesa.
L'interno a navata unica stile barocco di cinque campate delle quali: la prima e la terza coperte da volte a crociera, la seconda e la quarta con volte a botte lunettata e la quinta con volta a vela. Tre cappelle laterali con una statua lignea policroma: la prima cappella dedicata al Sacro Cuore di Gesù, in ciascuna delle cappelle laterali si apre il confessionale.
Il presbiterio rialzato di alcuni gradini ospita l'altare maggiore in marmi policromi, sormontato da un Crocifisso ligneo; nella retrostante abside trova luogo il coro in legno intagliato. Di fronte alla cappella del Sacro Cuore un arco costituisce l'accesso alla Madonna del Rifugio in stile rinascimentale del 1854. L'altare marmoreo ospita la venerata icona attribuita a Sano di Pietro. Entro due nicchie poste una di fronte all'altra vi sono altari ottocenteschi dedicati a S. Bernardino da Siena a sinistra e S. Antonio da Padova a destra; l'ambiente è voltato da una cupola ottagonale priva di lanterna.
Nella cappella sono custodite importanti opere d'arte appese alle pareti laterali: l'Annunciazione di Benvenuto di Giovanni del 1870; il battesimo di Cristo di Guiduccio Cozzarelli del1483; Incoronazione della Vergine col Bambino tra i Santi Simone e Taddeo del 1486 e il Cristo benedicente opere di Sano di Pietro.
Chiesa S. Lucia: esterno semplice privo di decorazioni, la facciata a capanna caratterizzata dalla presenza del portale con timpano triangolare e del piccolo rosone circolare entrambi rifiniti in pietra grigia. L'interno a navata unica ha sulle pareti di fondo tre altari di stucco del XVII sec.; altare di destra vi è l'affresco con la Madonna col Bambino in trono e i Santi Giovanni e Rocco del XV sec.; altare di sinistra dipinto seicentesco con Santi adorante la Croce opera di Antonio Nasini; sulla parete destra si trovano l'altare in stucco della Madonna del Carmine; (dov'era inserita la tela della Madonna del Carmine del Rustichino che si trova nella Collegiata di S. Martino).
Cappella S. Maria Assunta: con facciata seicentesca ricca di decorazioni realizzate in laterizio, sul tetto a capanna è posto un campanile a vela con bifora campanaria. L'interno a navata unica custodisce le seguenti opere: Madonna in trono col Bambino tra le Sante Maddalena e Caterina da Siena affresco del XVI sec.; Madonna col Bambino, S. Giovannino e i Santi Caterina, Bernardino, Francesco opera di Francesco Rustici del XVII sec.; Madonna col Bambino opera di Lorenzo Feliciati XVIII sec. è di profonda devozione e venerazione inserito in una cassa lignea processionale.
Pieve di S. Pietro ad Meusulas: si presenta con impianto basilicale d'età romanica con le navate divise da pilastri quadrangolari e la copertura lignea, ma oggi una scarsella quadrilatera sostituisce l'abside originale. La facciata è stata ristrutturata nell'ottocento al suo interno custodisce le seguenti opere: Madonna col Bambino e due Santi, affresco del quattrocento; un'annunciazione dipinta su due tele separate; consegna delle chiavi a S. Pietro, tela del 1634.
Chiesa S. Cristoforo: sita nella frazione Bettolle, a pianta latina rimaneggiata e ampliata nel 1834, l'edificio in mattoni ha un tiburio ottagonale e una torre campanaria che termina in una piramide. Nella facciata con paraste angolari si apre un'ampia finestra ad arco ribassato. L'interno a croce latina a navata unica con abside semicircolare, all'incrocio dei due corpi quattro archi a tutto sesto danno vita ad altrettanti pennacchi si cui si imposta la cupola terminale.
La cappella del Crocifisso è ornata da 12 formelle bronzee dello scultore Nando Canuti del 1987, custodisce le seguenti opere: Martirio di S. Felice su tela del XVII sec.; Madonna del Rosario opera di Sebastiano Filli XVII sec.; Madonna col Bambino opera di Nicolò Nasini; S. Pietro in ginocchio opera di Bernardino Mei; Madonna Assunta mosaico del 1973.
Chiesa S. Maria delle Grazie: nella frazione Guazzino, risale al XVIII sec. al suo interno decori del settecento, la Madonna delle Grazie è un affresco del XVIII sec., è molto venerato e a tale affresco la popolazione attribuisce la salvezza da una terribile epidemia.
Chiesa S. Giovanni Battista: nella frazione Farnetella, risale al 1392 è delimitata esternamente dal campanile a vela e dal portale cinquecentesco in travertino; l'interno con altare maggiore e due cappelle: quella del Rosario con il fonte battesimale e la cappella Madonna delle nevi. Su due nicchie si trovano le statue in legno policromo opere di Francesco Valdambrino rappresentante l'annunciazione.
La monografia storica-statuaria del castello di Farnetella del 1901 di Adolfo Ferrari attribuisce alla Vergine fenomeni di lacrimazioni e guarigioni miracolose relative ad un periodo del 1700; il restauro delle statue del 1949 hanno evidenziato la loro appartenenza alla prestigiosa scuola senese del XV sec. Nella Chiesa è custodito un indumento sacro di stoffa di damasco XVI sec. con pregevolissimi e ricchi fiori d'argento.
Chiesa della compagnia S. Croce: nella frazione di Farnetella risale al XVI sec. L'interno a navata unica custodisce: una scultura lignea di Gesù morto e una statua in cartapesta rappresentante la Madonna Addolorata; olio su tela con S. Michele Arcangelo; olio su tela con la SS Trinità; Crocifisso di Gesù; Crocifisso della passione di Cristo; sei lanterne per le processioni.
Collegiata S. Biagio: nella frazione Scrofiano risale al 1271, presenta la facciata intonacata con tetto a capanna e portale sormontato da un architrave modanato, nel fianco il campanile a torre; al suo interno custodisce le seguenti opere: fonte battesimale in marmo e un monumento in ghisa del 1882, con una Madonna benedicente in maiolica policroma; il coro ligneo e il badalone del 1717; il ciborio in marmi policromi del seicento; lamentazioni sul Cristo morto opera di Santi di Tito dipinto del XVI sec.; dipinto raffigurante l'Immacolata Concezione del Passignano.
Chiesa della compagnia di S. Salvatore: nella frazione di Scrofiano risale al 1595, la facciata a intonaco evidenzia le ornamentazioni a mattoni contraddistinte dai tre timpani triangolari sovrapposti. L'interno a navata unica ha sulla parete di fondo un arco a tutto sesto sostenuto da due colonne con capitello ionico e una volta a botte; custodisce le seguenti opere: dipinto del XVI sec. raffigurante l'Annunciazione opera di Santi di Tito; dipinto del 1600 raffigurante la Resurrezione di scuola fiorentina; Madonna del Rosario e Santi, dipinto del XVI sec. di Rutilio Manetti; dipinto Madonna Addolorata e Santi del XVII sec. di Ventura Salimbeni; dipinto Madonna della scodella del seicento di Correggio.
Chiesa Madonna del Soccorso: nella frazione Scrofiano risale al cinquecento ed è preceduta da loggiato in mattoni. L'interno a navata unica con tetto a capriate lignee, è caratterizzato dall'altare maggiore in stucco del seicento; la specchiatura centrale incornicia una tempera a secco sul muro risalente al cinquecento e rappresentante la Madonna del Soccorso.
Oratorio S. Giovanni: nella frazione di Scrofiano, non si hanno certezze documentate della sua origine, ma del XVI sec. risale una restaurazione fatta eseguire dal rettore dalla Collegiata S. Biagio da cui l'Oratorio fu alienato nel 1778. Presenta un struttura a capanna e conserva un affresco estratto dalla parete originaria e riposto su di un supporto: ha una forma a trittico a imitazione delle tavole senesi a sfondo dorate, risale al XIV sec. forse opera di Andrea di Bartolo. Nel passato fu adibito a rimessa per attrezzi agricoli.
Chiesa S. Marcellino: nella frazione Rigomagno risale XI sec., la facciata a bozze di pietra è in stile romanico con portale centrale architravato, arco soprastante a tutto sesto e bifora terminale. Interno a navata unica e due dipinti murali di ignoti artisti del XVII sec., una figurativa diffusa dalla bottega del Nasini rappresentano a Madonna col Bambino e Santi.
Palazzo Pretorio: nel centro storico svetta la torre campanaria del medievale palazzo erett nel 1337 e restaurato nel XV e XVII sec.; nella facciata principale sono presenti vari stemmi di Podestà risalenti all'epoca della Repubblica di Siena ed epoca Medicea. Nella parte destra del portale principale è presente una gogna dove i malviventi venivano posti al pubblico scherno.
Teatro Comunale: Ciro Pinsunti del 1797 dedicato al musicista Sinalunghese allievo di Gioacchino Rossini.
Real Fattoria di Bettolle: è una delle fattorie storiche, ricordata come la fattoria storica appartenuta ai cavalieri di S. Stefano, posti al servizio del potere granducale per combattere i nemici della fede Cristiana. Oggi è una villa sita nell'omonima frazione del comune di Sinalunga.
Fattoria l'Amorosa: (fattoria storica) è un complesso abitativo sorto in epoca medievale su un territorio già abitato nei secoli della Civiltà etrusca e romana, trova la sua prima citazione nell'affresco trecentesco di Lippo Vanni, in ricordo della vittoria dei senesi nella battaglia di Val di Chiana (l'opera è conservata a Siena nella sala del mappamondo). Negli ultimi anni ospita una struttura ricettiva.
Fattoria La Fratta: (fattoria storica) l'odierno borgo sorge all'interno di una storica tenuta di cui la prima notizia certa si ha nel 1208 attraverso l'imposizione di una tassa del governo della Repubblica di Siena; in questa tenuta nacque nel XIII sec. il brigante e nobile ghibellino “Ghino di Tacco” al tempo ricercato dalla Repubblica di Siena.
Colonna degli editti: monumento del centro storico e risale all'epoca della dominazione della famiglia de Medici del XVI sec..
Fonte del castagno: è la più antica tra le fonti che si trovano nel centro; un'iscrizione attesta la sua origina al 1265, questa fonte fu causa di sconfitte per il paese nel XIV sec. poiché la sua importanza per l'approvvigionamento idrico contrastava con la sua ubicazione esterna alle mura difensive, diventando facile bersaglio per i nemici.
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