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Paestum

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Intorno al 650 a.C. nel territorio si stabilirono i Dorici che dalla Grecia erano emigrati a Sibari, alla foce del Sele e successivamente si spostarono sul luogo in cui sorse la città di Poseidonia.
Nel 410 a.C. la città fu conquistata dai Lucani prendendo il nome di Paistos che poi mutò in Paestum, quando nel 273 fu occupata dai Romani. La sua decadenza avvenne durante l'Impero, quando con la costruzione della via Appia i traffici marittimi si spostarono sull'Adriatico.
All'inizio dell'era cristiana i pochi abitanti superstiti si raccolsero intorno al Tempio di Cerere, trasformandolo in chiesa cristiana. Le incursioni saracene peggiorarono le cose; i templi furono spogliati e dimenticati; alla metà del 1700 avvenne la riscoperta e tra il 1952 e il 1964 scavi riportarono alla luce i resti della città.

Area Archeologica
Mura: risalgono in parte al IV sec. a.C. con tratti lucani e romani; si estendono su di un perimetro di cinque km rafforzate da torri; ai limiti del cardine si aprono la Porta Aurea e la Porta della Giustizia; nel decumano si aprono la Porta della Sirena e la Porta Marina; inoltre si notano altre porte minori;
Basilica: fu costruita intorno al 550 a.C., con nove colonne sui lati corti e 18 sui lati lunghi su di una base di metri 55 x 25; conserva parte del fregio dell'architrave. Dal peristilio si accede al pronao (atrio) e quindi alla cella. Dietro la cella vi era l'adyton dove si custodiva il tesoro. Il tempio è preceduto dall'ara dei sacrifici con il pozzo che raccoglieva i resti delle vittime;
Tempio di Nettuno: o di Poseidonion, armonioso, imponente e magnificamente conservato fu costruito in pietra locale ricca di carbonato di calcio; ha preso nei secoli un colore fulvo che ne accentua la maestosità. Risale al 450 a.C., è composto da sei colonne sui lati corti e 14 sui lati lunghi alte circa 9 metri, unite in alto da un architrave che sostiene il tetto a doppio spiovente, terminante davanti e sul retro con due frontoni. Oltre il peristilio, si apre il pronao e quindi la cella. Davanti al tempio sono visibili due altari per i sacrifici: il minore è romano del III sec. a.C.; il maggiore è greco, tagliato per far defluire le acque. Intorno si sono trovati cippi, altari e altri resti di edifici religiosi che proseguono in direzione del Foro. Essi erano sacri a Hera e sono databili tra il V e III sec. a.C.;
Foro: fu realizzato dai Romani ed è costituito da un piazzale di metri 150 x 60 nel punto d'incontro tra il decumano e il cardine. Il portico è visibile su tre lati. Proseguendo, in un ambiente rettangolare si individua il Larario e antiche Terme;
Tempio Italico: dedicato a Giove, Giunone e Minerva, si presenta rialzato sul podio con scalinata ed è preceduto dall'altare;
Comitium: è l'edificio a gradinate in cui si riunivano i cittadini; vi si accede per mezzo di corridoi che partono dal Foro; più avanti è visibile l'edificio greco in muratura dell'Aerarium, dove era custodito il tesoro della città;
Anfiteatro: sorge dietro l'Aerarium, ha forma ellittica e poteva contenere circa 2000 spettatori; attualmente è visibile la cavea;
Via Sacra: si estende accanto al Foro, parte dalla Porta della Giustizia e prosegue fino al Tempio di Cerere; lastricata dai Romani, è fiancheggiata da marciapiedi e vi passava la processione che andava alla foce del Sele per rendere omaggio alla dea Hera;
Palestra: è dota di una grande piscina che ha un labirinto sommerso per esercizi di nuoto; intorno si notano le basi del portico. Più avanti, dopo le case romane e una fontana, è visibile un recinto sacro;
Sacello Ipogeo: è un tempietto del tardo IV sec. a.C. posto dentro il recinto (tèmenos); è a blocchi di pietra con tetto a due spioventi e tegole originarie;
Tempio di Cerere: o di Athenaion, fu edificato intorno al 500 a.C.; il ritrovamento di statuette votive di Atena ha accertato che il tempio era dedicato al culto della dea. É costituito da sei colonne sui lati brevi e 13 sui lati lunghi che circondano un'area di 35 x 14 metri; resta l'architrave e parte dei timpani. Il tempio è composto dal peristilio, dal pronao e dalla cella; sul lato sinistro sono addossate tre tombe cristiane del periodo in cui fu mutato in chiesa cristiana. Davanti si trova l'ara dei sacrifici con relativo pozzo. Più avanti, si notano resti di tombe preistoriche e di case antichissime;
Museo: espone reperti del santuario di Hera e del thesauròs (cappella votiva) tra cui 33 metope (formelle in pietra scolpite a rilievo o basso rilievo) del tempio e del tesoro del VI sec. a.C. (raffiguranti Ercole che uccide il gigante, il mito di Sisifo, Due danzatrici), resti della grondaia del tempio con teste leonine, ex voto del santuario, reperti preistorici, esemplari pittorici pregevoli e rarissimi, una statua di Zeus in trono ed altro;
Basilica Paleocristiana: o Chiesa della SS. Annunziata, risale al V sec. d.C. e sorge in prossimità del museo archeologico; fu ampliata nel XII sec. e le fu data forme romaniche. Delle fasi più antiche, non si sa nulla, le prime informazioni si hanno dal 1500. La chiesa nel corso dei secoli è stata più volte abbandonata e più volte rimaneggiata; attualmente presenta una facciata settecentesca, al suo interno stile barocco e frammenti di affreschi dell'XI sec.;

Escursioni
Santuario di Hera Artiva sul Sele: (a 11 km), risale al VII sec. a.C.; è costituito da un sacro recinto, da un tempio maggiore dedicato a Hera, da altri minori e da thesauroi (cappelle votive). A 14 km sono gli avanzi del thesauros, il più antico santuario di Hera; la ricca decorazione dei due edifici è conservata nel museo di Paestum. Intorno sono sparsi i ruderi di pozzi sacrificali, altari, porticati, stele votive, ex voto e altri edifici;
Grotte di Castelcivita: (a 39 km), in un percorso di circa 5 km si visitano caverne collegate da corridoi, strozzature, pozzi, laghetti coperti di stalattiti, stalagmiti e fantasiose concrezioni scure, di grande fascino.
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