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Fara San Martino

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Le prime notizie del paese risalgono al IX sec., quando il territorio fu colonizzato dal monaci benedettini. Nel XV sec. Fara San Martino divenne feudo dei Valignani di Chieti che lo vendettero a Melchiorre Reviglione nel 1584.
Le principali testimonianze del passato sono rappresentate dai vari frammenti architettonici e scultorei del portale duecentesco e degli affreschi trecenteschi rinvenuti nell'Abbazia di S. Martino, oltre che da una tela del XVII sec. realizzata da Tanzio da Varallo, conservata nella Chiesa parrocchiale.
L'antica tradizione ottocentesca, consistente nella produzione della pasta, fu l'origine dello sviluppo industriale del piccolo centro.

Monumenti
Chiesa di S. Remigio: risalente al XIII sec., l'interno e' decorato da stucchi policromi, mentre l'abside e' rivestita da un mosaico che rievoca motivi paleocristiani; ospita inoltre un dipinto seicentesco di Tanzio da Varallo;
Abbazia di S. Martino in valle: edificata nel Medioevo, oggi e' un monumento visitabile che ospita in estate interessanti serate musicali; restano tracce di un eremo unito alla montagna, delle fondamenta e un portale perfettamente collegato in pietra montana;
Riserva naturale Fara S. Martino-Palombaro: la riserva e' sita nelle gole di S. Martino, le quali si dividono in tre parti: Vallone di S. Spirito, nome dell'omonima grotta; Macchia Lunga; Valle Cannella, terminante in un circo di formazione glaciale pieno di doline e inghiottitoi. Sparse in tutta la riserva vi sono numerose grotte di cui alcune sono state trasformate, nel corso del tempo, in luoghi di culto mentre altre sono diventate rifugio di pastori e briganti. Nella zona della riserva la presenza umana e' attestata sin dall'epoca dell'eta' del Bronzo.

Escursioni
Lama di Peligni (a 8 km): e' un paese di origini remote (nella zona sono stati rinvenuti resti dell'uomo piu' antico d'Italia) che si eleva alle pendici del monte Amaro; nell'abitato sorge la Chiesa di S. Nicola del XVI sec., che conserva una Madonna d'argento di Nicola da Guardiagrele nonche' i resti del palazzo ducale cinquecentesco;
Pennapiedimonte (a 19 km): e' un borgo interessante per la struttura urbanistica: le sue abitazioni sono disposte a scalinata lungo tipiche vie a gradini. Dall'alto si gode uno splendido panorama che spazia fino alle isole Tremiti. La parrocchiale trecentesca conserva opere dal XIV al XVIII sec.;
Luvanum (a 33 km): e' un antico centro dei Frentani, divenuto poi romano, di cui restano le rovine dell'acropoli, il teatro e parte dell'area del foro. Nella zona, in epoca medievale, sorgeva un convento cistercense.
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